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MONDO ARBITRI

MONDO ARBITRI UISP | 10+10+10: l’editoriale di Paolo Vallone

Il Responsabile del STA Calcio UISP Abruzzo parla dei 30 minuti fondamentali in una direzione arbitrale

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Articolo di Paolo Vallone


█ PESCARA – In ogni gara, nei 10 minuti che precedono l’inizio, le tre squadre in campo (quella ospitante, quella ospite e quella degli arbitri) si conoscono.

Durante il riscaldamento in campo, durante la procedura di riconoscimento e una volta schierati per entrare in campo, ci si saluta tutti, si parla, si fanno battute sul tempo o sul terreno di gioco, alcuni calciatori si intrattengono con i loro amici avversari, si chiacchiera dei figli o del collega che non vedono da tempo.

Ogni protagonista della gara, dirigenti, calciatori ed arbitri sono cordiali e rispettosi.

Poi si entra in campo…saluto al pubblico…sorteggio e schieramento sul terreno di gioco; da questo momento la concentrazione sulla gara entra in ogni componente delle tre squadre.

I primi 10 minuti dal fischio di inizio sono quelli che determinano la tattica di gara: per i calciatori che devono disporsi secondo le indicazioni degli allenatori e questi ultimi che cercano di capire come gioca la squadra avversaria e quali contromisure adottare.

Le due squadre si osservano ed osservano l’arbitro, cercando di capire fin dove possono “allargarsi” in campo.

La squadra arbitrale, che può essere rappresentata anche da una sola persona, sa che in quei 10 minuti si gioca l’ottanta per cento della prestazione: l’arbitro, con buon senso e rispetto, deve mostrare a tutti che si gioca rispettando le regole, non tollerando sin dai primi minuti proteste, gioco duro, distanze di gioco e furbetti vari.

Arrivano i primi falli e le prime situazioni di disaccordo fra giocatori o fra loro e la squadra arbitrale ed è lì che si capisce come proseguirà la gara…sin dai primi 10 minuti.

Fondamentale la collaborazione arbitro/capitano della squadra: nessun problema da parte del direttore di gara a spiegare un provvedimento tecnico o disciplinare ad un capitano che in maniera educata viene a chiedere il motivo di quella decisione… la direttiva in questo senso da parte mia agli arbitri è chiara e deve andare sempre di più verso la collaborazione con tutti.

10 minuti finali sono sempre i più delicati, indipendentemente dal risultato in campo: il fiato e le gambe vengono meno a tutti, giocatori ed arbitri, la lucidità nelle giocate e le entrate scoordinate, o le proteste per situazioni veniali sono una costante.

Il direttore di gara sa benissimo che in quei 10 minuti finali è determinante la prevenzione, leggere la gara per prevenire qualsiasi situazione critica data dalla stanchezza di tutti: in questi momenti apprezzo molto gli allenatori e dirigenti in panchina che si rendono conto che un proprio calciatore sta esagerando in campo con le proteste o con interventi scoordinati o con ripicche verso qualche avversario e chiamano la sostituzione, dimostrando rispetto e buon senso sportivo.

Il rispetto e la collaborazione nei rispettivi ruoli fra tutti gli attori in campo sono la chiave che determina una bella gara di calcio UISP e devo dire che, tranne in qualche episodio, tutto il nostro campionato di Pescara ha espresso un livello altissimo di collaborazione e rispetto fra tutti.

La buona organizzazione e le soluzioni alle diverse situazioni dei campionati è dovuta anche alla costante presenza in campo di tutti i dirigenti della Struttura di Attività del calcio pescarese: il presidente Vincenzo Maselli presente in panchina con la sua squadra, il responsabile della comunicazione Alessandro Maselli con le sue telecamere sugli spalti, i miei collaboratori Luigi Sperandeo e Dino Di Simone, costantemente ogni settimana a visionare gli arbitri, ed io che oltre alla formazione in aula o dietro a un computer per organizzare le designazioni settimanali, scendo costantemente in campo come arbitro o assistente per sentire dal vivo e sulle mie spalle l’andamento dei campionati ( ci tengo a sottolineare la piena collaborazione, il rispetto in campo e la correttezza delle ultime 4 squadre che ho avuto direttamente a che fare nel fine settimana, come arbitro di CTV / Atletico Ponzio e come assistente di Real Anthos / Coalpi).

Dalla lettura di queste righe una parola si ripete continuamente, ed è RISPETTO: un allenatore che sbaglia la formazione in campo e perde la gara, un calciatore che sbaglia un calcio di rigore decisivo, un portiere che fa uno svarione ed un arbitro che non vede un fuorigioco… tutte queste situazioni fanno parte del gioco e se c’è comunque rispetto fra tutte le componenti si tornerà a casa sereni e certi di essersi divertiti per un paio di ore… in fondo il calcio è solo un gioco.


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