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UISP NAZIONALE | Pres.Pesce: “Quello che abbiamo notato è che lo sport è sempre un po’ dimenticato”

TIZIANO PESCE: “Noi pensiamo che si debba aprire una nuova stagione, lo sport di base deve essere visto non più come un’attività ricreativa, per riempire il tempo libero, ma come un vero progetto di vita”

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►GENOVA – «Non possiamo essere soddisfatti del decreto sostegni perché non vediamo misure concrete di contributo a sostegno dell’attività istituzionale delle società sportive. È quello che ci aspettavamo per i collaboratori sportivi, pensiamo a tutti gli istruttori, gli allenatori, ma da una prima lettura non vediamo ristori diretti nei confronti delle associazioni sportive».

C’è un po’ di delusione da parte di Tiziano Pesce, genovese, da pochi giorni alla guida di Uisp, che riunisce 65 mila tesserati, 3 mila tecnici, con oltre 900 associazioni e società sportive solo in Liguria, nella prima lettura del decreto Sostegno. La richiesta forte, infatti, resta quella di aiutare le associazioni “di base” che fanno un’attività che unisce lo sport al sociale per evitare che, al termine dell’emergenza, ci si possa trovare con un tessuto associativo, sopratutto nelle aree periferiche e nei paesi, quasi azzerato.

Qual è il quadro della situazione?

«Quello che abbiamo notato è che lo sport è sempre un po’ dimenticato, sopratutto l’ambito di base. Oggi è difficile fare previsioni ma ci sono stime abbastanza realistiche che ci dicono che potremmo uscire da questa pandemia con almeno un terzo delle realtà sportive liguri in meno, e la forbice rischia di allargarsi settimana dopo settimana andando a colpire, ovviamente, le realtà più sociali rispetto a quelle economiche. Ci sono associazioni che stanno riportando le chiavi ai comuni perché non hanno più la forza di sostenere le spese di gestione degli impianti. E tutto questo avrà un ricaduta devastante perché parliamo di presidi di inclusione sociale. Pensiamo alla Liguria con le periferie, le aree interne, dove il piccolo centro ricreativo, la bocciofila di quartiere, superano il concetto di sport e diventano punto di incontro».

Al rischio per la tenuta sociale dei territori più svantaggiati si aggiunge anche un problema più prettamente legato al benessere, alla salute dei cittadini?

«Questo è un tema molto importante perché la pandemia ha aumentato in modo esponenziale la tendenza alla sedentarietà, con tutte le conseguenze su alcune patologie che da un’attività fisica continuativa potrebbero trarre beneficio. La politica ha imparato gli slogan: lo sport è salute, prevenzione, risparmio della spesa sanitaria, ma bisogna passare dal dire al fare perché ogni giorno che passa ci mette nella condizione di rischiare di perdere presidi importanti anche per la salute fisica e psicologica».

La sensazione è che la politica abbia visto lo sport come qualcosa di superfluo, che si può sacrificare, come si esce da questo impasse?

«Noi pensiamo che si debba aprire una nuova stagione, lo sport di base deve essere visto non più come un’attività ricreativa, per riempire il tempo libero, ma come un vero progetto di vita, uno strumento di crescita della persona. Capisco che in un momento come questo, in cui è difficile fare la spesa, una retta di iscrizione a un corso può essere pesante ma si possono trovare modalità per intervenire».

Quali sono gli strumenti che possono essere messi in campo?

«Noi siamo in attesa di incontrare la nuova sottosegretaria allo sport, Valentina Vezzali, alla quale diremo che serve una attenzione altissima verso la fase emergenziale ma anche uno sguardo lungo sul futuro. Una volta superata questa pandemia bisognerà pensare a piani di sostegno, si può pensare a una defiscalizzazione sulle iscrizioni alle attività sportive, oppure un bonus palestra, insomma misure concrete a favore delle famiglie e al tempo stesso un sostegno per le società sportive».

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Ideatore e Curatore di UISP Magazine dall'ormai lontano 2007. Responsabile Comunicazione del Calcio UISP Abruzzese. "L'importante non è fare le cose, l'importante è farle bene..."

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