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La UISP su La Gazzetta dello Sport | Il Presidente Pesce parla di un Aprile che si Prevede NERO

Lo sport si appresta a vivere a metà fra il rosso e l’arancione: palestre, piscine e centri sportivi resteranno chiusi in tutta Italia. O quasi

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►ROMA – Pure aprile sarà buio. D’altronde, come dice il premier Draghi, le aperture le fanno i numeri dei contagi e c’è poco da fare. E così anche lo sport si appresta a vivere a metà fra il rosso e l’arancione: palestre, piscine e centri sportivi resteranno chiusi in tutta Italia. O quasi. Perché poi scopri che diverse attività sono aperte perché “attività di interesse nazionale”.

È la battaglia portata avanti dai 15 enti di promozione sportiva, che nelle zone rosse hanno visto stoppate tutte le loro attività, allenamenti compresi: “Faccio l’esempio di una nostra società. Le stesse nostre ginnaste, dopo la chiusura della loro attività, si sono tesserate per la federazione”, spiega il neopresidente dell’Uisp, Tiziano Pesce alla Gazzetta dello Sport.

Una discriminazione. Che ha ribaltato i ruoli vissuti all’inizio dell’Italia a colori, quando proprio la disinvoltura di determinati enti nel considerare la loro attività “nazionale” aveva fatto arrabbiare le federazioni. Prima del dpcm di inizio novembre, quando fu decisa la chiusura delle zone rosse per gli enti di promozione.

CHI APRE E CHI NO – Così ecco tornei Under 13 di pallavolo continuare sotto l’ombrello della deroga, migliaia di tennisti attempati diventare agonisti, come ragazzini alle prime armi con la pallanuoto. Ma niente demonizzazioni. È evidente che queste sono forme di resistenza di un sistema che rischia, o è di fatto divorato dall’emergenza. Tuttavia lo sport, uno dei settori più ferocemente colpiti dalla pandemia, a partire dalla scuola, vive una condizione un po’ paradossale, potendo decidere da solo – vista l’autocertificazione di fatto delle federazioni – cosa chiudere e cosa no. Non sarebbe più giusto, salvaguardando un’attività realmente di vertice, puntare per il resto su criteri oggettivi per tenere aperto, riducendo per esempio drasticamente il numero di potenziali frequentatori di un impianto per assicurare un distanziamento a prova di tutto e moltiplicando i controlli sul territorio?

“PERICOLOSE” – Una domanda troppo complicata in questo momento per scienza e politica. Lo ha fatto chiaramente capire la neo-sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali rispondendo agli enti di promozione con un realismo ispirato ai contatti avuti proprio nei primi giorni del suo mandato. E provocando la reazione fra gli altri di Claudio Barbaro, presidente dell’Asi, un altro ente di promozione: “Il Sottosegretario allo Sport ha parlato di palestre considerate ‘pericolose’, ammettendo di aver registrato, in una riunione al Ministero della Salute, un muro in riferimento alle ipotesi di riaperture. Basta con il terrorismo psicologico, i centri sportivi sono luoghi sicuri”.

[FONTE: GAZZETTA.IT]

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